LA SCUOLA DI STANGHELLA
- Che comprende la Primaria del Centro, di Pisana e le Medie -
In una lettera accorata dell’11.01 (leggibile per intero sul blog al comm. n.87 del post Ancora sulla scuola di Pisana) un’insegnante della scuola primaria del Centro, da pochissimo tempo in pensione, si rivolge a me chiedendo di prendere posizione su una questione che è finita sui giornali nei giorni scorsi, ma che forse non tutti hanno presente.
La riassumo brevemente.
La classe V^ della Primaria di Stanghella Centro conta a inizio anno 24 alunni, che, per scelte interne dell’Istituto, vengono organizzati in 2 gruppi classe distinti:
- V^A, di 11 allievi
- V^B, di 13 allievi (ufficialmente però esiste una sola classe V^).
Queste classi seguono congiuntamente, nella stessa aula, le lezioni di educazione motoria, educazione musicale, inlese e religione, con 4 insegnanti che sono gli stessi per i due gruppi, mentre per le discipline umanistiche e scientifiche vi sono 4 insegnanti diverse, 2 per la A e 2 per la B.
Il primo giorno di scuola, mentre tutti gli allievi salgono in classe con la loro maestra, la V^B rimane in cortile, da sola: l’insegnante che avrebbe dovuto accoglierli è purtroppo in malattia e presenta certificato. Dopo qualche tempo un operatore scolastico (bidello) accompagna i bambini in aula.
Le lezioni cominciano e si svolgono regolarmente in tutte le discipline, tranne che nelle materie umanistiche, l’insegnante delle quali è assente per motivi di salute, e viene sostituita di volta in volta da altro personale disponibile, senza tuttavia continuità nel programma.
Dopo un mese alcuni genitori, un po’ preoccupati, chiedono al Dirigente Scolastico di trovare una soluzione al protrarsi di una situazione che rischia di avere ripercussioni nella preparazione dei loro figli.
Saputo dal D.S. che ufficialmente la classe V^ è unica, i genitori chiedono che i bambini dei due gruppi siano messi insieme, coprendo in tal modo l’assenza dell’insegnante in malattia.
Il D.S. rifiuta questa soluzione. Due genitori decidono di iscrivere i loro figli alla scuola di Pisana.
Finalmente per gli 11 bambini rimasti il 10.10 arriva la supplente, che però rimane sino al 31.10.
Dal 5 al 15.11 rientra la titolare.
Dal 16.11 al 22.11 assenza della titolare.
Nuova supplente dal 22.11 al 10.12.
Samo in dicembre. Saputo che anche la nuova supplente è prossima alla partenza, i genitori incontrano il D.S. chiedendo formalmente, l’iscrizione dei loro figli al gruppo A.
Questa volta il D.S. accetta, i gruppi sono riuniti, ma sorgono contrasti fra alcuni insegnanti e una parte consistente dei genitori del gruppo B, anche a causa dei ritardi nella preparazione dei bambini, maturati nei 3 mesi di turnazione fra insegnanti.
Genitori e Dirigente Scolastico si ritrovano in più incontri per cercare di dare una svolta positiva alla situazione, che però, con il passare del tempo, continua a rimanere ingarbugliata mentre aumentano le tensioni fra le diverse componenti.
Chi ne fa le spese, ovviamente, sono i bambini che dimostrano apatia, disinteresse e demotivazione.
Verso la fine dell’anno il D.S. decide di non ricevere più i genitori. Io comincio a ricevere telefonate allarmate di genitori esasperati, che minacciano di portare i loro figli altrove, anche con azioni clamorose, se la situazione non si sblocca.
All’uscita del concerto natalizio in chiesa (24.12) alcuni genitori hanno un diverbio con una delle insegnanti coinvolte che li invitava a partecipare alla festicciola presso la scuola. Non mi risultano insulti, come invece è stato scritto.
Dopodichè una delegazione di genitori si reca in presidenza, ma il D.S. si rifiuta di riceverli e invita a portare i loro figli altrove. Una decina di genitori viene in Comune, dove mi si espone il caso alla presenza degli assessori Burato e Cecchinello: i genitori sono effettivamente intenzionati a portare altrove i loro figli.
Nuovo incontro dei genitori col Sindaco qualche giorno dopo. Concordo di sentire nuovamente il D.S. con una proposta che consenta ai bambini di rimanere presso la loro scuola, con qualche possibile adeguamento nel personale in servizio.
Durante l’incontro il D.S. accoglie solo parzialmente la proposta, di fatto non risolvendo una situazione che a detta dei genitori è ormai deteriorata nei rapporti fra le persone coinvolte. Viene fissato un incontro fra tutte le parti per il 3 gennaio, incontro che non avrà luogo. I genitori decidono di iscrivere i loro figli a Vescovana, in una classe di 12 bambini; il Dirigente Scolastico firma l’autorizzazione al trasferimento e me lo comunica telefonicamente (02.01.'08).
Questi sono i fatti di cui sono a conoscenza.
Altro ciò che è stato detto ai giornali (ma chi li ha chiamati?) e scritto sul blog. Altro ancora quanto contenuto nelle lettere scritte in questi giorni dalle parti coinvolte e quanto affermato nel Consiglio d’Istituto straordinario, che è organismo interno all’Istituzione scolastica.
Qual è la posizione dell’Amministrazione Comunale?
Ai genitori che sono venuti da me la prima volta ho detto chiaramente che come Sindaco non ho alcuna prerogativa per entrare nel merito di scelte didattiche e di organizzazione interna all’Istituto. E lo ripeto: nulla posso dire della qualità della proposta didattica di questa o quella classe. Se mi devo esprimere come genitore di un alunno di 3^, come ho fatto ripetutamente nel blog e in altre sedi, io non posso che parlare bene della scuola di Stanghella, convintamene, e non perché devo.
So però che, come in tutte le istituzioni complesse, possono esserci fisiologicamente dei problemi e dei contrasti fra le componenti. In 16 anni di insegnamento, 7 dei quali da precario, ho visto molte volte situazioni conflittuali, non solo fra genitori e insegnanti, ma anche fra insegnanti e insegnanti, fra insegnanti e dirigente, ecc.
E’ normale che qualcosa possa andare storto. Ma se qualcosa non funzione in una istituzione ci deve essere una sede in cui il contrasto si compone. Ci deve essere una alternativa alla piazza, allo schiamazzo e allo scontro verbale. E chi ha il compito di mediare, ricucire, trovare soluzioni nella scuola è il Dirigente Scolastico, non il Sindaco.
In altre parole non è accettabile che il Dirigente Scolastico rompa il dialogo rifiutandosi di ricevere i genitori. Anche se li ha già ricevuti 20 volte. Non è per niente normale che un gruppo di genitori debba passare per il Comune per parlare con il Dirigente Scolastico, e non di canarine, ma di una situazione di disagio che sta colpendo i loro figli, causata da scelte nell’organizzazione interna della scuola, di cui responsabile istituzionale è il Dirigente.
Perché, diciamolo chiaramente: non è mai, mai capitato che a pochi mesi alla fine della Primaria 9 bambini su 13 siamo messi nella condizione di doversene andare altrove, perché chi è pagato per dirigere e risolvere i problemi non li risolve.
Anzi, con la via breve dell’espulsione di 9 bambini dalla scuola dove hanno trascorso quattro anni e mezzo, si sono ottenuti diversi pessimi risultati ben al di là della classe V^B:
- i bambini stanno pagando sulla loro pelle e sulla loro preparazione;
- vengono gettate ombre su insegnanti che hanno alle spalle una lunga esperienza didattica;
- fra i due gruppi di genitori coinvolti (V^A e V^ B) nascono fratture, dissidi e pesanti incomprensioni, impensabili sino a pochi giorni fa;
- viene pregiudicata la formazione delle due future classi prime medie, con conseguenze sull’organico e sul complesso dell’offerta formativa.
- Si dà della scuola di Stanghella un'immagine negativa quale mai si era avuta da quarant'anni a questa parte (e forse qualche stolto ne gode).
Alla fine ci perde la scuola, e in particolare la nostra scuola.
Che funzioni bene è nell’interesse di tutti, a partire dalle famiglie, che dalla scuola si aspettano il meglio per i loro figli. Ma anche chi nella scuola lavora è giusto che pretenda un ambiente sereno e costruttivo, dove si viva volentieri e dove ciascuno possa svolgere con tranquillità e al meglio la sua funzione senza rischiare di finire sui giornali.
Il Comune fa la sua parte a livello di strutture, mettendo a disposizione aule, mensa, palestra, carta, costi vivi, ecc. Anzi da parecchi anni il Comune di Stanghella fa anche un po’ di più, sostenendo economicamente una serie di progetti didattici, direttamente o attraverso la biblioteca, che arricchiscono l’offerta formativa rivolta ai ragazzi (date un’occhiata al notiziario 2006, ad es.).
Tuttavia la direzione che assume la scuola dipende da chi la dirige: è al Dirigente scolastico che si deve chiedere conto di ciò che va e di ciò che non va.
Il Comune ha fatto e farà la sua parte.