VIGILI URBANI O BANDITI DA FORESTA?
Alcuni articoli di giornale hanno recentemente richiamato l’attenzione sull’operato dei vigili urbani di Stanghella e S. Pietro Viminario, che insieme costituiscono l’Unione Metropolis, con accenti non proprio positivi.
In genere gli agenti della Polizia Locale sono associati a controllo della velocità, autovelox e tutto quello che ne consegue, che normalmente non è di grande sollievo per le tasche.
Quello che tuttavia sembra sfuggire quando si parla di questi argomenti è che la Polizia applica e fa rispettare un codice della strada che è stato pensato per garantire la sicurezza di tutti quelli che usano la strada: non solo gli automobilisti, ma anche i pedoni, i ciclisti, ecc.
Il controllo e l’ammenda non è frutto di sadismo e perversa volontà persecutoria. Le regole ci sono e sbaglia chi le infrange, non chi le fa rispettare. Poi, è chiaro, a nessuno fa piacere pagare multe salate. E’ capitato anche a me, circa un mese fa di essere “ritratto” involontariamente dall’autovelox poco fuori il centro di Granze, per una velocità di poco superiore ai 60 kms/h. Però, anche se con amarezza, mi sono detto che a sbagliare ero stato io, non la pattuglia della Polizia locale che ha rilevato l’infrazione.
Quando poi si dice che i Comuni fanno “cassa con l’autovelox” si commette una grave scorrettezza. E’ certo che i Comuni, specialmente in questa fase, di soldi ne hanno gran pochi, ma sarebbe da criminali affidare all’autovelox il compito di finanziare le casse comunali con sistematici prelievi forzosi dalle tasche dei cittadini.
Non avviene così.
Quando come Sindaco mi confronto con la Polizia locale, lo faccio trattando di temi legati alla vigilanza, alla sicurezza, alla qualità del servizio, alla prevenzione; non discuto certo di quanto deve entrare in cassa con le multe per motivi di bilancio.
Ecco perché come Sindaci dell’Unione Metropolis abbiamo deciso di scrivere al giornale che ha pubblicato gli articoli di cui sopra si è detto. Non per far polemica, ma perché, se possibile si rifletta sui toni con cui certe notizie sono date.
La lettera è questa:
Prot. n.
Spett. Il Mattino di Padova
Via N. Tommaseo, 65/B
35131 Padova
Nei giorni scorsi il Mattino di Padova ha dato notizia di una pattuglia della Polizia locale dell’Unione Metropolis impegnata il 20 aprile nel rilievo elettronico della velocità lungo la centrale via Granze di S. Pietro Viminario.
Il servizio è stato svolto come anche in altre occasioni dalle h. 21 alle h. 24 e ha portato all’elevazione di 05 infrazioni per velocità eccedenti di 30-40 km il limite massimo dei 50km/h, consentito in centro abitato, ove si trovava la pattuglia, che ha altresì avuto un diverbio con alcuni giovani che hanno scattato foto agli agenti, hanno resistito all’intimazione di fornire le generalità, registrando il tutto anche in audio.
Questi i fatti, di cui giornale ha dato notizia, in due successivi articoli, in questi termini:
- “Agguato nel cuore della notte con autovelox”,
- “agenti appostati”, “nascosti”, per “incastrare tutti gli automobilisti”, hanno “fatto strage”;
- “agguato per fare cassa”, agenti che approfittano di un furgone “per nascondersi e castigare”.
Gli articoli erano anche accompagnati dalle foto, scattate dagli eroici ragazzi, sotto il titoletto: “la trappola”.
Alcune considerazioni sorgono spontanee.
Chi ha fatto cassa? La pattuglia che rileva 5 infrazioni in tre ore o il giornale che dà la notizia facendo presa sui facili livori degli automobilisti?
Una pattuglia che controlla la velocità dei veicoli in un centro abitato, fra l’altro su sollecito degli abitanti, compie un “agguato”? Si pensava che gli agguati fossero nel repertorio di mafia e camorra, non delle forze dell’ordine.
Quando si accetta che sui giornali siano associate all’azione della Polizia Locale espressioni quali “castigare”, “incastrare”, “fare strage” ci si rende conto che si sta parlando di forze dell’ordine impegnate nel far rispettare il Codice della Strada? Il Codice è legge dello Stato italiano, non è legge di cosa nostra.
Non sfiora il dubbio che quelle 5 infrazioni al limite della velocità rappresentassero effettivamente un comportamento sanzionabile, trattandosi di centro abitato (e non di strada provinciale, come scritto)? Eppure i giornali abbondano di notizie pressoché quotidiane di incidenti e lutti derivanti da comportamenti errati di chi sta al volante. Oppure erra chi cerca di far sì che quei comportamenti siano per quanto possibile ricondotti alla norma?
Ma, si dirà, nascondersi dietro un furgone parcheggiato è comportamento vile, e ci sono le foto a testimonianza.
Sorvolando sul fatto che la sanzione deriva dall’eccesso di velocità, non dalla evidenza o meno dell’agente, si fa notare che dalle foto la pattuglia appare ben visibile anche a un centinaio di metri di distanza, per via delle fasce catarifrangenti della divisa che risaltano dalle foto stesse. A meno che non si vogliano scambiare i bagliori delle divise per il volo radente di un oggetto non identificato.
Mettere sotto accusa gli agenti che controllano il traffico, facendo rispettare il Codice, senza lasciarsi sfuggire neanche una riga di biasimo per chi, eccedendo nella velocità in centro abitato e non solo, rappresenta oggettivamente un pericolo per sé e per gli altri, appare calunnioso, ma soprattutto diseducativo, perché fa passare il messaggio che il torto sta dalla parte di chi cerca di far rispettare la legge, non di chi la infrange.
Così, con il conforto anche di chi forma l’opinione pubblica, gli automobilisti che non riconoscono i propri errori nel condurre i mezzi possono sentirsi legittimati anche all’intimidazione nei confronti degli agenti, come è di fatto accaduto dopo il 20 aprile, con minacce telefoniche ricevute al comando di Stanghella, da parte di un anonimo, che si spacciava per giornalista, ma che forse era un automobilista, particolarmente vendicativo.
C’è da pensarci, e comunque, proprio perché sono i cittadini a farne richiesta, i controlli ci sono e continueranno ad esserci, specialmente in quella zona, perché appare più giusto ascoltare cittadini che chiedono maggior sicurezza che automobilisti vendicativi.
Stanghella, 28.04.2007
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Il Presidente dell’Unione Metropolis
Sindaco di S. Pietro Viminario
Lori BAGATELLA
Il Sindaco di Stanghella
Mauro STURARO
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