Stanghella Insieme

lunedì, 09 novembre 2009

OSSERVATE QUESTE MODIFICHE ...
Riporto di seguito le osservazioni che ho inviato al Sindaco in merito alla variante del regolamento edilizio recentemente approvata.
In base al nuovo regolamento, ad esempio, il vostro vicino può regolarmente tirare su una casetta di legno di due piani a m. 1,5 dal vostro confine. Che ci sia la possibilità di un incremento delle liti fra confinanti?
Un’altra perla,fra le molte, incastonata nella variante al regolamento approvata dall’attuale maggioranza espone i cittadini che decideranno di costruire casette superiori a 8 mq ai possibili accertamenti da parte del catasto, con spiacevoli possibili conseguenze per gli stessi.
 
Se qualcuno si prende la briga di leggere le osservazioni sotto riportate non potrà che concludere con una domanda: ma perché l’Amministrazione Comunale di Stanghella ha scritto una variante fatta così male?
Io un’idea me la sono fatta.
Alla c.a. del Sindaco di Stanghella
Marco Soldà
e p.c. agli uffici competenti
LL. SS.
 
Oggetto: OSSERVAZIONI alla DELIBERA CONSILIARE del 28.09.2009 avente per oggetto VARIANTE PARZIALE AL REGOLAMENTO EDILIZIO DEL P.R.G. VIGENTE AI SENSI DELL’ART. 50, COMMA 4, LETT.1) DELLA L.R. 61/85.
                 
Il sottoscritto MAURO STURARO, capogruppo del Gruppo consiliare Stanghella insieme, con riferimento alla delibera in oggetto presenta le seguenti osservazioni.
 
Premessa
L’integrazione dell’art.36 del Regolamento Edilizio,  così come proposta nella citata delibera in oggetto al punto 1 c.3, stabilisce che nelle aree a verde privato di residenza è possibile l’installazione precaria di manufatti od elementi ad uso esclusivo delle attività umane quali:
lettera c) – Piccoli manufatti prefabbricati dei tipi o modelli a questo uso commercializzati e necessari alle attività agricole domestiche, al ricovero di animali domestici, al deposito di legna per impiego domestico e/o di biciclette e/o di motocicli, o altri impieghi analoghi, con spazi di movimentazione interna non eccedenti al minimo necessario.
E più oltre:
                  I manufatti di cui alla lettera c) dovranno essere (…) in cui si inseriscono. Gli stessi dovranno avere una superficie coperta massimadi mq. 20,00 ed un’altezza minima in gronda di mt. 2,20.
Inoltre è previsto che tali strutture (precarie) debbano sottostare al rispetto delle distanze del codice civile (1,50 mt. dai confini e 3,00 mt. tra fabbricati) in quanto elementi non valutabili ai fini urbanistici del calcolo della volumetria del lotto di proprietà.
 
Il Gruppo di minoranza Stanghella insieme ritiene che la superficie di mq 20,00 realizzabile per queste strutture si configuri come
1.    Contraddittoria in ordine alla dicitura “installazione precaria” che nella stessa proposta di modifica viene riferita ai suddetti manufatti, in quanto una struttura “preferibilmente in legno” di 20 mq non può configurarsi con carattere di precarietà;
2.    Contraddittoria in ordine alla destinazione connessa alle “attività agricole domestiche, al ricovero di animali domestici, al deposito di legna per impiego domestico e/o di biciclette e/o di motocicli, od altri impieghi analoghi, con spazi di movimentazione interna non eccedenti il minimo necessario”. Oggettivamente, più che al ricovero di biciclette o attrezzi da giardino, una superficie di 20 mq è utilizzabile per scopi difformi rispetto a quelli previsti dallo spirito della norma, che viene qui palesemente contraddetto.
3.    Difforme  rispetto ad analoghe regolamentazioni della maggioranza dei comuni vicini, prevedenti strutture di dimensioni variabili da 8 a 10 mq.
4.    Contraddittoria rispetto a quanto prevede ilRegolamento Edilizio comunale, secondo il quale per tutte le zone Territoriali Omogenee è previsto l’accorpamento di superfetazioni mediante omogeneizzazione all’edificio principale, con chiara volontà di impedire il proliferare di più corpi di fabbrica all’interno di una stessa proprietà e quindi con lo scopo di garantire un certo ordine nell’edificato, mentre con le variazioni introdotte nella norma in oggetto si consente di fatto la realizzazione, ad es., di autorimesse con la sola prescrizione del rispetto della distanza di ml.1,50 dai confini di proprietà e pertanto staccate dal corpo di fabbrica principale.
5.    Iniqua nei confronti dei cittadini che hanno realizzato manufatti di analoga metratura secondo i vincoli di cubatura della zona di residenza pagando gli oneri di edificazione, mentre le costruzioni realizzate secondo la proposta in oggetto “non determinano elementi geometrici valutabili ai fini del calcolo degli indici di edificabilità”;
6.    Iniqua, configurandosi di fatto la possibilità di incrementare la cubatura pertinenziale di seconde case senza che questa sia sottomessa al pagamento dell’ICI, con evidente danno erariale.
7.    In contrasto conquantoprevisto dalD.M. n. 28 del 2. gennaio 1998 all’art. 3 – Regolamento recante norme in materia di costituzione del catasto e dei fabbricati – disciplinante i manufatti oggetto di censimento e suscettibili di reddittualità che esclude i manufatti con superficie coperta inferiore a 8 mq. e i manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente fissi al suolo. Una struttura di 20 mq, preferibilmente in legno non ha caratteri di precarietà, né può non essere non stabilmente infissa al suolo, o priva di fondazione, pena serio pericolo di stabilità. Si ricorda che, secondo prassi attuale, i funzionari del Settore Catasto Fabbricati della provincia di Padova individuano strutture di mq. 20 con altezza superiore ai ml. 1,80, come manufatto soggetto all’obbligo al censimento, indipendentemente dal fatto che per il Regolamento Edilizio comunale tali strutture vengano considerate costruzioni e non costituiscano volume e distanze. Il censimento in Catasto Fabbricati attribuisce a tali strutture un classamento con relativa rendita e conseguente riscontro in ambito fiscale. Si ritiene grave che l’attuazione di una norma comunale possa mettere i cittadini nella condizione di dover successivamente subire accertamenti di carattere catastale e fiscale che li vedrebbero soccombenti.
8.    Incompleta e perniciosa, non indicando, a fronte della superficie massima di mq 20, né il numero di falde, né la pendenza massima delle stesse, né l’altezza massima di colme (viene indicata la sola altezza massima di gronda, pari a ml 2,2), dal che potrebbe discendere, nel rispetto della norma, ad es. una struttura di m. 3,5 x 5,71 con altezza di colme pari a m 4,2.
9.    Incompleta non specificando alcuna prescrizione nel caso di condomini o fabbricati plurifamiliari, rendendo di fatto possibile la costruzione di enormi strutture comuni o di molteplici strutture singole.
10.Incompleta e contraddittoria prevedendo lo stesso tipo di edificazione per tutte le Zone urbanistiche compreso il Centro Storico, mentre nel comma 2 della delibera si prescrivono per comignoli, antenne ecc, normate dall’art 35 precisi elementi di attenzione per limitare l’impatto visivo.
11.Incompleta e quindi discrezionale prevedendo per le strutture ligneeforme compiute, ordinate ed armoniche con il contesto in cui si inseriscono”, senza alcun criterio oggettivo..
P.Q.M.
 
Il Gruppo Consigliare Stanghella insieme propone vengano apportare alla delibera consigliare in oggetto correzioni che tengano conto delle seguenti indicazioni:
Art.36, riguardante i manufatti di cui alla lett. C),
- diversificare le dimensioni delle strutture tenendo conto delle differenti zone omogenee, escludendo il Centro storico;,
- prevedere la possibilità di realizzare strutture con superficie max di mq. 8, da realizzarsi a due falde con pendenza max. del 35%, altezza max. di gronda di ml. 2,20 e altezza media non superiore ai ml. 2,40;
- nel caso di condomini e fabbricati plurifamiliari, prevedere la possibilità di realizzazione di una unica struttura sull’area condominiale.
 
Stanghella 29.X.2009
                                                                                                           Il Capogruppo
del Gruppo Consiliare Stanghella Insieme
                                                                         Mauro STURARO

scritto da: maurosturaro alle ore 19:25 | link | commenti
categorie:
sabato, 07 novembre 2009

Metropolis good buy

  
Purtroppo non c'ero all'atto finale e conclusivo dello scioglimento dell'Unione Metropolis, oggi (ieri) 6 novembre 2009, dopo 10 anni di attività.
E devo dire che in fondo sono contento di non esserci stato, e sono felice di legare il mio nome a Metropolis viva e non all'ammazzamento della medesima.
Esagero, vero? Ma è così. Per 5 anni ho difeso, appoggiato, incoraggiato, cercato di incrementare quella che ritengo essere la struttura futura e ottimale della pubblica ammnistrazione nei piccoli Comuni.
         Ora la battaglia è persa.
Ma non sempre chi vince ha ragione: occorre un po’ di tempo, per controllare fatti e affermazioni snocciolati con la sicumera di chi evidentemente ha tutto capito e tutto compreso nel breve volger di qualche settimana di affaccio alla politica amministrativa.
Nel corso degli ultimi Consigli comunali l’argomento era riaffiorato varie volte, ma sempre in modo confuso.
“Non ce l’abbiamo con l’Unione in sé” si è detto in una occasione, “ma con Metropolis nello specifico”;
“non crediamo alle unioni, carrozzoni, pachidermi della Pubblica Amministrazione, si è sentenziato più in là (nello stesso consiglio comunale, dalla stessa persona), “ma confidiamo nelle più agili convenzioni” ad assetto variabile. Il che significa, ad es.: faccio una convenzione con i comuni A,B,C, per comprare la carta per le fotocopie, un’altra con i comuni D, E, F, G per la gestione del servizio pulmini, un’altra con i comuni H, I, L, M per la segreteria, ecc.
Dove mi conviene economicamente vado, e mi lego temporaneamente, con evidente semplificazione istituzionale. C’è chi pensa sul serio che questa operazione di convenzionamento diffuso sia valida e praticabile (ad es. il vicesindaco Moscardi).
Qualche dubbio, comunque, rimane:
a)   Se credete nelle Unioni, e pensate ad es. di farne una con Vescovana e Boara (come si è più volte ripetuto in campagna elettorale), perché chiudere Metropolis? Era già bella e fatta, si poteva allargare, magari facendo a meno dei comuni più scomodi politicamente.
b) Se non credete nelle Unioni perché vi date tanto da fare per allargare ad altri paesi la gestione dei servizi, la gestione della segreteria, la gestione della rilevazione catastale del territorio, ecc.?
 
Mah. Chissà.
 
Siccome però nell’operazione che ha portato alla chiusura di Metropolis qualcuno (Moscardi) ha sostenuto pubblicamente (e spero sia stato verbalizzato) che per 10 anni la precedente amministrazione ha sperperato denaro pubblico nel carrozzone di Metropolis, mi sono sentito in dovere di mandare questa lettera.
 
 
All’Assessore al Bilancio
del Comune di Stanghella
                                                                                                                                                       Sandro MOSCARDI
 
                                                                                                                                                        c/o Sede Municipale
 
 
Oggetto: richiesta dati.
 
 
Facendo seguito alla disponibilità pubblicamente manifestata nel corso della discussione del punto 5 all’o.d.g. della seduta del Consiglio Comunale del 28.09.2009, con la presente chiedo di avere copia della documentazione contabile, seppur di massima, che ha contribuito a orientare l’attuale Amministrazione in senso favorevole allo scioglimento dell’Unione Metropolis.
Cordialmente
 
Stanghella 04.X.’09
 
Il capogruppo di Minoranza – Stanghella Insieme
                                                    Mauro STURARO

 

                Perché può anche darsi che per 10 anni io non abbia capito proprio niente di Metropolis, può anche darsi che sotto il mio naso siano passati sperperi, malaffare e financo truffe.
PUO’ ANCHE darsi.
Mi piacerebbe quindi aver sottomano qualche conto diverso da quelli che mi forniva la segreteria dell’Unione per verificare, nero su bianco, la consistenza di tanti dubbi dell’attuale maggioranza, che della fine di Metropolis ha fatto il suo cavallo di battaglia.
Aspetto fiducioso, da un mese.
 

scritto da: maurosturaro alle ore 02:25 | link | commenti (4)
categorie:
giovedì, 22 ottobre 2009

Un gruppo di nomadi su camper
è in transito a Stanghella,
in zona industriale
(nonostante i due blocchi di cemento messi all’imboccatura del parcheggio).
Le forze dell’ordine sono allertate, e si stanno muovendo di conseguenza.
I nomadi dovrebbero fermarsi poco tempo.

scritto da: maurosturaro alle ore 23:35 | link | commenti (16)
categorie:
lunedì, 12 ottobre 2009

Navigare sotto Costa
Dopo i marosi e le burrasche degli ultimi tre anni l’Istituto Comprensivo di Stanghella-Boara-Vescovana da quest’autunno  naviga sotto Costa, per la precisione sotto Franco Costa, il dirigente scolastico anche dell’I.C. Guinizelli di Monselice, che ha preso in mano le sorti della nostra scuola.
                Premetto che poco-nulla so di quest’uomo, del suo passato e delle sue idee (è già stato preside a Stanghella per un breve periodo, parecchi anni fa).
                Ma, da quanto ho capito:
1.       È uomo di scuola di lungo corso,
2.       Gode di ampia fiducia da parte dei suoi superiori,
3.       Ha deciso di sostenere e riattivare i corsi serali del Centro Territoriale  Permanente per l’educazione degli adulti, bloccati all’avvio della precedente Dirigenza;
4.       nei giorni in cui è presente presso il nostro Istituto arriva alle 07.15 e se ne va alle h. 14.00.
Basta. Non so altro, anzi, non voglio aggiungere altro.
Non è da escludere l’eventualità che il rigore fin qui dimostrato nell’organizzazione della scuola e le idee che (oggettivamente) ha il nuovo Dirigente possano portare a futuri accesi confronti, o forse contrasti, chissà …
Ciò nonostante, di cuore
BENVENUTO PRESIDE COSTA
 
Il centro territoriale permanente per l'educazione degli adulti 
offre un ampio ventaglio di proposte formative ad un pubblico adulto per consolidare o integrare percorsi formativi interrotti o per approfondire o acquisire nuovi saperi, nella prospettiva di una cittadinanza attiva e di un apprendimento continuo, ormai essenziale nella nostra società.
Da ottobre 2009 a giugno 2010 il CTP propone
* Corsi di scuola media serale, per italiani e stranieri
* Corsi di Lingua italiana per stranieri
* Corsi di informatica (patente europea)
* Corsi di fotografia digitale
* Corsi di disegno e tecniche pittoriche
* Corsi di lingue (inglese, spagnolo, francese, tedesco, arabo)
* Corso di inglese per albergatori.
L’avvio dei corsi e la loro collocazione dipende dal numero di iscritti. Si possono richiedere informazioni presso
-          ICS Stanghella tel. 0425.9585.20
-          Ics Guinizzelli tel 0429.72582
-          www.ctpguinizelli.it
 
Ma non solo.
In quella che un tempo fu una landa depressa come neanche le periferie staliniane degli anni ’50 sapevano essere,
fioccano le iniziative.
 
La Biblioteca Comunale, in collaborazione con il Centro Anziani e con il Centro Yoga Hamsa (Monselice) organizza un
CORSO DI YOGA
A cura dell’insegnante Gloria Dicati
Il corso si terrà presso il Centro anziani, da Giovedì 15 ottobre 2009, dalle h. 19 alle h.- 20.30, pagando una quota mensile di € 35 + € 10 di tessera assicurativa annuale. Le iscrizioni chiudono il 14 ma si può assistere ad una lezione gratuita, come si era fatto, con grande successo, il 15 maggio scorso,  in occasione della Settimana della Cultura – Tra Oriente  e Occidente.
 
Il Comune di Stanghella in collaborazione con la Provincia di Padova anche quest’anno organizza
CORSI DI NUOTO TERAPEUTICO PER LA TERZA ETA’
Il termine ultimo per l’iscrizione è il 16.10. 2009 Tutte le informazioni presso l’Ufficio Servizi Sociali.
 
 
Movimentis a.s.d.
in collaborazione con i Comuni di Stanghella e S. Pietro Viminario
Organizza
DANZAFRICA
Corso di danza espressiva africana
A Stanghella, mercoledì dalle h. 19.00 alle h. 21.00, in Palestra
Iscrizioni aperte sino a dicembre 2009
TAMTAMBURO
Laboratorio di percussioni e body percussion
A Stanghella, giovedì h. 19-20.30.
Iscrizioni aperte sino a dicembre 2009
Info 327.78.14.041
Consiglio a tutti di provare a sentire l’impatto emotivo di queste danze, con strumenti suonati dal vivo: impressionante.
Ci sono anche altri corsi, avviati in questo periodo,  
che mi sono sfuggiti (non avevo il volantino).
Chi desidera può segnalarmeli e li pubblicherò.
 
 
 
 
 
 

scritto da: maurosturaro alle ore 19:58 | link | commenti (31)
categorie:
giovedì, 01 ottobre 2009

ELEFANTI IN COMUNE A STANGHELLA
   So che sembrerà strano ai più ma
durante la seduta dell’ultimo Consiglio Comunale,
di lunedì 28.09.2009,
per ben tre volte nel corso della discussione sono stati tirati in ballo nientemeno che
gli elefanti.
 PRIMO ELEFANTE: METROPOLIS elefante
La prima volta gli elefanti sono stati evocati dal vicesindaco Moscardi che, al punto 5 dell’o.d.g. Scioglimento consensuale dell’Unione Metropolis, ha più volte ripetuto con foga oratoria le stessa icastica immagine: “l’Unione Metropolis è un elefante che drena risorse dell’amministrazione di Stanghella a vantaggio di fantomatici responsabili del servizio (ma quanti ce ne sono?)”.
Noi, ha detto il vicesindaco, siamo gente semplice, di campagna ma sappiamo fare i conti. Senza Unione Metropolis tutto funzionerà esattamente come prima e si realizzerà un risparmio di almeno 50.000 € all’anno, che, moltiplicati per i 10 anni di vita dell’Unione-Consorzio, danno una cifra (500.000 €): un vero e proprio tesoretto.
Tesoretto che le precedenti amministrazioni hanno dilapidato preferendo pagare stipendi al Direttore, al Responsabile di questo e di quello, invece che investire nel patrimonio comunale, lasciato in un colpevole degrado.
Capperi, il ragionamento fila liscio come l’olio: se le cose stanno così è da pazzi criminali voler mantenere in piedi il pachiderma Unione Metropolis, molto meglio abbatterlo subito.
O forse … che manchi qualche elemento? Vuoi vedere che per 10 anni quelli che c’erano prima hanno fatto di tutto per arricchire il Direttore Generale e il dipendente e mezzo dell’Unione? Ma chi glielo ha fatto fare?
E’ un problema assai complesso: fermiamoci intanto agli elefanti.
Il pachiderma Metropolis è stato battutto con il voto favorevole della maggioranza (12) e quello contrario della minoranza (5).
Applausi dal pubblico presente in sala.
 
 SECONDO ELEFANTE: DI PIRRO
elefanteelefante           
Nel corso della concitata discussione attorno all’elefante n° 1, ad un certo punto è intervenuto il prof. Cecchinato, assessore (servizi sociali, edilizia scolastica, politiche d’immigrazione e sicurezza), che con parole, invero assai pacate, ha detto (riassumo):
Mauro, mi sei piaciuto quando, il giorno dell’esito delle elezioni comunali, hai compiuto il gesto di dare le chiavi del Comune al vincitore Marco Soldà; invece non mi sei piaciuto quando all’atto dell’insediamento della nuova maggioranza nel primo Consiglio Comunale ci hai accusati di aver vinto sì, ma con una “vittoria di Pirro”.
Pirro: chi era costui? Sì dai, quel re dell’Epiro del III sec. a.C. che ad Ascoli Satriano riesce a vincere in bataglia i romani, ma ad un prezzo così alto, lasciando così tanti propri soldati morti sul campo, da rendere la vittoria molto simile alla sconfitta, tanto che poi quel re perderà la guerra.
E cosa c’entrano gli elefanti?
 C’entrano, c’entrano perché vennero utilizzati da Pirro per sfondare le linee romane (ma, ahimé, vennero crivellati dai dardi e dai giavellotti, diventando furibondi per il dolore).
            Dunque, “vittoria di Pirro” avrei detto? Io?
Mai pronunciato niente di simile.
            Non che la mia memoria sia prodigiosa, ma il discorso che ho letto il giorno dell’insediamento l’ho pubblicato anche su Facebook. Adesso lo recupero e metto qui il passaggio cui faceva cenno l’assessore Cecchinato.
Come capogruppo di Minoranza mi sento tuttavia in dovere di chiamarla [Sindaco] ad una considerazione attenta e pacata del quadro che si è venuto a delineare con la vittoria della sua lista alle ultime elezioni. La invito a considerare che, dati alla mano, il paese è spaccato in due, e solo un ristretto numero di voti separa le due liste. Lei però, è chiamato ad essere il Sindaco di tutta la cittadinanza, anche della metà che non l’ha votata, ma che ha diritto al rispetto che si deve a chi la pensa in modo diverso.
Devo constatare con rammarico che nei giorni scorsi questo rispetto è venuto meno, in qualche occasione, e non solo da parte di sostenitori collaterali della sua lista, ma anche da parte di chi doveva essere di garanzia per l’intera comunità cittadina. Il comprensibile entusiasmo per una vittoria attesa da 14 lunghi anni non avrebbe dovuto tramutarsi in offesa e in pesante scherno nei confronti di chi ha l’unico torto di non avere appoggiato la sua lista.
Rifletta, signor Sindaco, su quale segno lascerà nella nostra comunità, e nelle persone più direttamente coinvolte, lo stile che si è scelto per marcare il territorio il 6, 7, 8 giugno. Rifletta, e se possibile veda di adottare, Lei e il suo gruppo, una linea di comportamento che sia nei fatti almeno un po’ vicina alle parole ecumeniche da Lei pronunciate nelle settimane scorse.
[…]
            Tutt’altro senso mi pare.
Però, anche il secondo elefante, quello di Pirro, ha fatto una brutta fine sotto i giavellotti romani.
            Molto meglio se la passa il terzo elefante, quello del geom. Pasqualin.
 
 TERZO ELEFANTE: in the box
           
elefanteelefanteelefante
L’ultimo punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 28.09.2009 aveva come oggetto:
Variante parziale al regolamento edilizio del prg ai sensi dell’art. 50 comma 4 lett L della LR 61/85. Adozione.
            Diciamocelo: un punto tecnico, non politico, quasi esclusivamente per addetti ai lavori.
            La variante si propone di integrare e modificare in alcune parti l’attuale regolamento edilizio, in particolare gli articoli 35, 36, 64.
            Sarò breve.
            Con l’integrazione al punto 35 si disciplinano in particolare le antenne, dicendo che nei condomini devono essere centralizzate per creare il minimo impatto visivo e, in particolare nel centro storico, devono essere a bassa visibilità.
            Con l’integrazione all’art. 64 si dice che scale e vani accessori devono essere compatibili con l’ambiente urbanistico circostante, mentre, in particolare nel centro storico, è vietata addirittura l’installazione sulle facciate che danno verso spazi pubblici.
            L’integrazione all’articolo 36 è più corposa e disciplina l’installazione di dondoli, canestri, panchine, serre, casette in legno, caminetti, gazebo, pompeiane, ecc.
            Ed è qui che troviamo l’ultimo elefante.
            Finita l’illustrazione del punto da parte del sindaco, ho alzato la mano e preso la parola per dire:
sentite, condividiamo con la maggioranza la necessità di normare su queste nuove tipologie urbanistiche che da qualche anno sono entrate diffusamente nei giardini delle nostre case e per molti cittadini rappresentano una necessità reale e legittima. Condividiamo queste esigenze al punto che anche nella precedente legislatura avevamo iniziato un percorso per modificare il regolamento edilizio su questi aspetti, ma ad un certo punto ci siamo fermati perché ci siamo resi conto che la materia era talmente complessa e delicata che sarebbe stato opportuno rivedere il regolamento armonizzandolo con il prossimo strumento urbanistico, ormai imminente.
            Ora leggendo la vostra proposta di modifica dell’art. 35 ci siamo resi conto di tali e tante incongruenze che, senza polemiche, vi chiediamo di rimandare l’approvazione di questo punto all’o.d.g., possibilmente per inserirlo nel nuovo strumento urbanistico.
            E sono poi passato ad elencare le incongruenze della proposta di maggioranza sull’art. 36 del regolamento edilizio.
            Faccio un riassunto.
  1. Nei due precedenti punti modificati c’è stata grande attenzione alla diversità delle zone del paese: ciò che si può costruire in aperta campagna non si può fare esattamente anche nella piazza del paese. Voi invece proponete che dondoli, serre, casette di legno, caminetti, ecc. si possano piazzare senza vincoli ovunque sul territorio comunale senza distinzione fra aperta campagna e centro storico. Siete sicuri che sia la scelta giusta?
  2. Tutti gli elementi di arredo che ho appena citato devono essere installati in modo “precario” e le casette di legno sono ammesse per ricovero di biciclette, motocicli, legna, attrezzi del giardino e animali domestici, “con spazi di movimentazione interna non eccedenti il minimo necessario”. Bene, giusto.
Poi però leggo le dimensioni ammesse per le casette:
massimo 20 metri quadrati.
Capperi, quante biciclette ci stanno in una casetta di m. 5 x 4?
Ci stanno due autovetture, altro che una falciatrice.
E quale animale domestico ha bisogno di uno spazio di ricovero di 20 mq?
Facile rispondere: un elefante.
  1. Vi siete informati, prima di scrivere il regolamento, come si comportano i comuni circonvicini?
Ecco il numero massimo di metri quadrati previsti da diversi regolamenti edilizi comunali:
-       Solesino massimo 10 mq
-       Monselice massimo 06 mq
-       Pozzonovo massimo 06 mq
-       Boara massimo 10 mq
-       Granze non pervenuta
-       Vescovana non normata.
Stanghella massimo 20 mq.
Perché gli altri comuni si sono fermati alla metà dei metri rispetto alla vostra proposta?
  1. In base a quale logica scrivete che deve avere “carattere precario” una costruzione in “preferibilmente in legno” larga 5 metri e profonda 4?
  2. Nella vostra proposta di regolamento si leggono queste prescrizioni per le casette:
-       Vanno poste ad una distanza di m. 3 dalla strada pubblica, e da altre costruzioni su proprietà confinanti, 1,5 m. dai confini, “salvo autorizzazioni in deroga previa scrittura privata registrata”. E nei condomini come funziona? Ad esempio: un condominio di 9 unità abitative quante casette di 20mq può ospitare nel suo spazio verde? Nove? Una sola ma di 20x9=180 mq?
-       E negli spazi verdi di edifici di pregio del centro storico, ad esempio Villa Sciarra (contigua con villa Centanini), dove ci saranno circa 13 abitazioni,è prevista qualche prescrizione o basta rispettare le distanze fra i confini?
  1. Specificate: “superficie coperta massima di mq 20 ed un’"altezza massima in gronda di m. 2,20”. Punto.
Non si dice nulla sull’altezza massima del colme del tetto né su quante falde siano ammesse, né sulle pendenze.
Così qualcuno dei vostri vicini potrebbe, e con il favore del regolamento, costruirsi in giardino, a 3 m dalla vostra abitazione, una casetta di legno di m 3,5 x 5,71 (= mq 20), ad una sola falda pendente 35%, con il colme del tetto che arriva a m 4,20. Due piani, legali, a tre metri dal vostro giardino. Vi sembra una cosa giusta?
  1.  Secondo la vostra proposta le casette sono soggette a DIA, cioè non hanno bisogno di una autorizzazione da parte dell’ufficio tecnico (che ha comunque 30 giorni di tempo eventualmente per intervenire), ufficio che tuttavia non avrebbe strumenti per prendere provvedimenti sull’eventuale bruttezza di una di queste casette, alta magari 4 m., perché l’unica prescrizione è questa: “dovranno avere forme compiute, ordinate e armoniche con il contesto in cui si inseriscono”. E chi decide che cosa è o non è armonico? Ad esempio: io, Mauro Sturaro trovo che la fontana del bosco sia in armonia con l’ambiente circostante, ma so che altri la pensano in maniera diversa.
  2. Infine gli elementi di arredo sopra citati e le casette non vengono computate come metri edificati, cioè non fanno volume e su di esse non si pagano né gli oneri di urbanizzazione né, eventualmente, l’ICI seconda casa.
Questo significa che chi si è fatto un garage per due macchine in muratura ha dovuto pagare tutto, chi se lo farà con le casette non pagherà niente. Siete sicuri che sia giusto nei confronti di tutti i cittadini? Altri comuni, proprio perché riconoscono la necessità di ricoverare le auto, non contano come mq quelli del garage, ma fanno pagare gli oneri, oramai una delle pochissime fonti di finanziamento del comune.
Va infine considerato un’ultimo aspetto: il Decreto Ministeriale n. 28 del 02.01.1988, art. 3 dice che il catasto non prende nemmeno in considerazione i manufatti che hanno un massimo di 8 mq e quelli precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo. Ma una casetta di 20 mq, difficilmente considerabile precaria, per il catasto esiste eccome, e deve essere censita obbligatoriamente e fa reddito, e deve comparire nella denuncia annuale, ed essere eventualmente conteggiata per l’ICI.
Davvero nessuno ha pensato di contattare, almeno telefonicamente, l’ing. Mario Cinà, dirigente del Settore Catasto Fabbricati della provincia di Padova, per chiedergli se la modifica del regolamento su questo punto va o meno in contrasto con le norme del Catasto?
 
            Conclusione: visto che
-       fra poco approveremo il nuovo strumento urbanistico
-       fra poco recepiremo in Comune la legge regionale che consente di ampliare i fabbricati del 20% in deroga a qualsiasi norma,
-       c’è il serio rischio non solo di deturpare il territorio comunale con brutture a due piani  ma anche di mettere i cittadini in difficoltà ed esporli a contenziosi legali…
non conviene a tutti (anche a voi maggioranza)
rimandare questo punto all’o.d.g.?
 
            La risposta è stata no: intanto lo approviamo e poi si vedrà.
           
            Epilogo surreale.
            Il geom. Pasqualin è intervenuto nella discussione dicendo
“forse questo testo è stato scritto un po’ in fretta e contiene qualche lieve imprecisione che può essere migliorata, ma sui 20 mq non siamo disponibili a transigere”  [= quelli sono e quelli restano].
            Tuttavia, riprende Pasqualin, anche se il testo contiene sfumature, la ratio lo rende facilmente interpretabile, basta usare un po’ di buon senso.
            Ed in effetti io me lo vedo un avvocato che, in una causa fra vicini, fa ricorso allo sfumato buon senso: quando sei per vie legali conta anche la virgola di quello che c’è scritto, e se una cosa non compare nella norma semplicemente non esiste.
            A questo punto Pasqualin mi dice che comunque le informazioni che ho fornito io al Consiglio sono sbagliate. Boara Pisani consente per le casette non 10 mq come dico io, ma 20 mq, cioè quanto prevede anche la proposta della maggioranza, tanto è vero che il geometra Pasqualin, che abita a Boara, ha realizzato nel suo giardino una casetta di 20mq.
            Fatalità: avevo copia del regolamento edilizio di Boara, gliel’ho letta nel punto chiarissimo  (art. 73, pag. 38) che prevede 10 mq per le casette (20 per le pompeiane), e poi mi sono alzato e ho portato al geometra Pasqualin  copia dell’art 73 del regolamento di Boara affinché  perché potesse leggere con i suoi occhi.
            Ma no, non è servito: il geom. Pasqualin, anche davanti all’evidenza, ha continuato a dire che “secondo lui” a Boara si potevano edificare casette in legno di 20 mq.
            Chissà,
forse se le parole del regolamento edilizio di Boara fossero state
grandi come un elefante, magari rosa,
forse il geometra Pasqualin, consigliere di maggioranza del Comune di Stanghella, le avrebbe viste in tutta la loro evidenza.
Forse.
Ma forse no.    

scritto da: maurosturaro alle ore 01:20 | link | commenti (30)
categorie:
domenica, 16 agosto 2009

ANONIMAMENTE
Il blog continua, perché c'è chi ha voglia di scrivere, e forse è rimasto qualcosa di non detto anche nelle ultime vicende elettorali.
E io lascio che il blog vada, senza tante briglie.
Con l'autunno, però, comincerà ad avere una veste diversa, come è giusto che sia.
                 Quello che manca in questo blog è il coraggio di mettere il proprio nomecognome.
Pensavo che adesso che viviamo in tempi nuovi, dopo la “liberazione” dei primi di giugno, pensavo che qualcuno avrebbe cominciato  a sentire anche il bisogno di scrivere, con fierezza, il proprio nome sotto le proprie opinioni che liberamente espone, senza pericolo di ritorsione e rappresaglia nazicomunista.
Pensavo che anche a livello di rete si sarebbe realizzato quel fenomeno davvero particolare, capitato a Stanghella dopo l’8 giugno 2009. Persone che mai avevano frequentato manifestazioni, concerti, mostre di pittura, tornei, ecc.   d’improvviso sono diventate assidue, costanti presenze a buona parte delle molte iniziative che si svolgono a Stanghella, soprattutto nel periodo primaverile-estivo. Quasi a marcare un territorio fino a poco prima avvertito come estraneo. Com’è giusto che sia, va bene così. 
Invece sul blog niente. Sempre anonimi, o al massimo qualche nano sfuggito al controllo di Biancaneve. Peccato.
Speriamo in tempi migliori e di maggior coraggio.

scritto da: maurosturaro alle ore 03:01 | link | commenti (33)
categorie:
sabato, 04 luglio 2009

E' passato quasi un mese dall'appuntamento elettorale che ha visto il cambio di amministrazione a Stanghella.

In attesa di mettere mano alla grafica di questo blog pubblico tutto quanto avevo bloccato a suo tempo. Giusto perché si veda che di segreti non ce sono.


scritto da: maurosturaro alle ore 19:51 | link | commenti (53)
categorie:
lunedì, 08 giugno 2009

Non si sono ancora del tutto concluse le operazioni di spoglio dei voti, per cui approfitto di questi pochi minuti che ancora mi rimangono da sindaco per salutare chi mi ha seguito nel blog per tutto questo tempo e fare gli auguri ai cittadini di Stanghella per la nuova amministrazione che inizia da oggi.
Penso anche alle persone che mi hanno accompagnato nella campagna elettorale, persone valide, che avrebbero potuto dare molto al nostro paese. A loro un sincero grazie.
Non ho molto da aggiungere.
Ho combattuto una giusta battaglia, ho conservato la fede.

scritto da: maurosturaro alle ore 20:07 | link | commenti (9)
categorie:
sabato, 06 giugno 2009

WOW

Superati i problemi esistenziali

a partire da

mercoledì 10 giugno

mucca elettronica riprende a pieno regime la distribuzione di latte crudo e lo fa

"a gratis"

(ma solo mercoledì 10 giugno,

poi si paga il solito euro a litro)


scritto da: maurosturaro alle ore 11:43 | link | commenti (1)
categorie:
martedì, 02 giugno 2009

Fra pochi giorni andremo al voto e si scioglierà anche il blocco di questo blog.

Intanto segnalo che:

- questa mattina presso il salone del Museo si terrà la cerimonia conclusiva dell'anno accademico dell'università popolare per l'educazione permanente. A cura dell'AUSER. Un grazie al presidente della sez. di Stanghella Maurizio Gallana che si è preso a cuore organizzazione e azione per rendere possibile l'evento.

- in contemporanea nella stessa sala è allesita la mostra dei lavori conclusivi dei ragazzi delle nostre scuole.

- nelle stesse ore il sindaco partecipa alla cerimonia del 2 giugno a Este, insieme a tutti gli altri sindaci del mandamento che insieme andranno a costituire il sotto distretto di polizia locale, che riorganizzerà l'attuale servizio secondo le indicazioni della Regione (avremo modo di parlarne).

Già che ci sono:

- la mucca elettronica ha avuto problemi che sta risolvendo. Ci vuoe tanta pazienza.

- saluto Genny: anch'io non dimentico.


scritto da: maurosturaro alle ore 01:22 | link | commenti (1)
categorie: